Il tema
Fu la penicillina il primo antibiotico ad essere commercializzato, nel 1943, e rivoluzionò completamente il trattamento delle infezioni batteriche. Ma dopo pochi anni già si segnalavano i primi casi di batteri resistenti al nuovo farmaco.
I batteri, infatti, hanno la capacità di sviluppare difese nei confronti degli antibiotici: è un fenomeno naturale denominato “antibioticoresistenza”. Più si utilizzano gli antibiotici, più in fretta si selezionano i microrganismi resistenti.
Per molto tempo si è potuto contare sullo sviluppo di nuove classi di questi preziosi farmaci, ma negli ultimi anni si è avuto un declino della ricerca di nuove molecole. Per questo la riduzione dell’uso inappropriato di antibiotici è diventata una priorità di sanità pubblica, riconosciuta anche dall’Organizzazione mondiale della sanità.
A livello europeo, per sorvegliare il problema, sono stati avviati due programmi paralleli: uno per valutare l’uso dei farmaci, l’altro per monitorare i dati sulle resistenze agli antibiotici.
I programmi comprendono anche i dati italiani raccolti dall’Istituto superiore di sanità che descrivono l’Italia come uno dei paesi europei che più abusa di antibiotici e, di conseguenza, con i più alti tassi di antibiotico-resistenza.
Sorveglianza e controllo in Emilia-Romagna
Ma quali sono le conseguenze della resistenza agli antibiotici? Per il trattamento di specifiche infezioni batteriche, alcuni preparati potrebbero non essere più adeguati.
Nella migliore delle ipotesi, questo comporta tempi di degenza più lunghi, ma nelle situazioni più gravi, è la vita stessa del paziente ad essere a rischio.
Già ora in alcuni casi si deve ricorrere a molecole vecchie ormai di 50 anni che, pur essendo molto efficaci, erano state abbandonate per i loro effetti collaterali.
A partire dal 2003 la Regione Emilia Romagna ha deciso di intraprendere una serie di iniziative per affrontare il problema.
Innanzitutto ha messo a punto un sistema di sorveglianza rappresentativo dell’intera popolazione residente, per monitorare la situazione in modo dettagliato e aggiornato. Il livello di resistenza di diversi batteri è preoccupante in più casi è più che raddoppiato rispetto ai valori del 2003.
I consumi di antibiotici nella regione risultano molto elevati come dimostrato dal confronto con i paesi “virtuosi” del nord Europa che di conseguenza registrano anche livelli contenuti di antibioticoresistenza.
Ogni anno circa il 40% dei residenti riceve almeno un trattamento antibiotico e questa percentuale supera il 60% se si considerano i bambini con età inferiore a 7 anni.
ProBA
I bambini, in particolare, sono esposti al rischio di trattamenti antibiotici inappropriati.
Nei primi anni di vita sono infatti molto frequenti gli episodi di infezioni delle vie respiratorie, che nella maggior parte dei casi sono dovute ai virus, nei confronti dei quali gli antibiotici non sono efficaci.
Per capire come intervenire in ambito pediatrico, l’Emilia-Romagna ha avviato ProBA, il Progetto “Bambini e antibiotici”.
Da un primo studio sono emersi, in particolare, due motivi che spingono all’abuso di antibiotici:
a cura di: Agenzia sanitaria e sociale regionale
e-mail: asrdirgen@regione.emilia-romagna.it
aggiornamento: 13 febbraio 2010