Negli ultimi anni è aumentato l’interesse per la produzione di linee guida e raccomandazioni e si sono moltiplicati i tentativi per dare formalizzazione rigorosa al processo con cui esse devono essere prodotte. Al di là di una generale accettazione del principio della multidisciplinarietà e della necessità di una rigorosa revisione della letteratura rilevante, numerosi sono gli schemi di grading proposti da agenzie e gruppi di ricerca – a partire da quello originariamente sviluppato dalla US Preventive Task Force - per esprimere in modo standardizzato la qualità delle prove e la forza con cui esprimere le raccomandazioni. Una grande difficoltà legata alla proliferazione di sistemi di grading diversi è la loro difficile comparabilità e la loro sostanziale e quasi esclusiva attenzione alla metodologia degli studi a scapito di altre dimensioni importanti quali rilevanza clinica, consistenza, trasferibilità degli interventi, ecc..
A partire dal 2003 un gruppo di ricercatori ha iniziato a sviluppare un nuovo approccio, denominato GRADE (acronimo di Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation), che prevede un percorso strutturato per l’analisi della qualità delle prove e la formulazione della forza delle raccomandazioni.
a cura di: Agenzia sanitaria e sociale regionale
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aggiornamento: 07 settembre 2011