La sepsi rappresenta una condizione clinica frequente e in aumento, di difficile gestione clinica, associata a una prognosi grave.
E’ particolarmente frequente nei pazienti delle Unità di terapia intensiva (UTI), ma spesso è la stessa sepsi che rappresenta il motivo di ricovero in UTI: globalmente fino a 1/3 dei pazienti in terapia intensiva presentano sepsi, sepsi grave e shock settico.
La letalità di questa condizione è ancora molto elevata ed è attribuibile alla complessità del quadro clinico e fisiopatologico, ma anche al fatto che molti casi di sepsi sono diagnosticati tardivamente, i pazienti vengono trattati in modo inappropriato prima di essere trasferiti in terapia intensiva, gli schemi di trattamento in terapia intensiva sono molto variabili e si rilevano ritardi nella adozione di interventi dimostrati efficaci.
L’iniziativa si propone di presentare e discutere le evidenze scientifiche disponibili relativamente alla diagnosi di sepsi e agli interventi terapeutici efficaci a migliorare la prognosi di questa patologia e di presentare e analizzare il profilo assistenziale di alcuni pazienti con sepsi grave assistiti da UTI partecipanti alla fase sperimentale del registro regionale sulle sepsi gravi.
a cura di: Agenzia sanitaria e sociale regionale
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aggiornamento: 07 settembre 2011