Negli ultimi anni è in forte aumento l’attenzione di media, sindacati e mondo politico al mobbing, inteso come forma di violenza morale o psichica attuato dal datore di lavoro o da altri dipendenti nei confronti di un lavoratore. Sempre più spesso si sente infatti parlare di episodi vessatori o di situazioni mobbizzanti che determinano conseguenze negative rilevanti sui professionisti che ne sono coinvolti e sul clima interno all’organizzazione. Questo è il motivo per cui numerose iniziative, anche di carattere normativo, ribadiscono l’importanza di porre attenzione agli aspetti di benessere sul lavoro e alla loro influenza sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini.
Questo rapporto presenta i risultati dell’indagine dal titolo “Influenza dei professionisti sul benessere dell’organizzazione”, realizzata presso un’Azienda USL della regione dall’Agenzia sanitaria e sociale dell’Emilia-Romagna tra la fine del 2006 e la prima metà del 2007, su richiesta e in collaborazione con il Comitato paritetico sul mobbing e l’Unità operativa Sviluppo del capitale umano della stessa Azienda USL.
La premessa da cui prende avvio l’indagine è che la lettura del mobbing, come espressione di dinamiche interpersonali, non può limitarsi a rilevare l’evento in quanto tale, ma deve cogliere lo spaccato contestuale-organizzativo entro cui tale evento si manifesta, prende forma, si struttura.
A partire da questa considerazione, l’idea è stata quella di cogliere l’opinione dei lavoratori relativamente al fenomeno del mobbing e, più in generale, del malessere lavorativo, attraverso focus group (n. 10) realizzati nel periodo tra novembre 2006 e aprile 2007, che hanno coinvolto complessivamente 63 lavoratori di diverse professionalità e dirigenti dell’Azienda.
In particolare, l’indagine si è focalizzata sui seguenti aspetti:
a cura di: Agenzia sanitaria e sociale regionale
e-mail: asrdirgen@regione.emilia-romagna.it
aggiornamento: 07 settembre 2011