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Progetti innovativi del Fondo regionale per la non autosufficienza: Consultori demenze, Assistenza residenziale, Assistenza domiciliare, Fragilità

REFERENTE: Raffaella Stiassi
e-mail: rstiassi@regione.emilia-romagna.it


Consultori demenze

A dieci anni dall’avvio del Progetto regionale demenze, i consultori (52 a fine 2008) hanno assunto un ruolo rilevante. Rispetto a quanto stabilito dalla DGR n. 2581/1999 occorre aggiornare e meglio definire requisiti, attività, ruolo, ecc. anche alla luce della riorganizzazione dei dipartimenti aziendali, e ciò sia per superare l’autoreferenzialità, sia per promuovere un processo di qualificazione e omogeneizzazione dei percorsi assistenziali. Si prevede di iniziare con un’analisi dell’esistente (collocazione del centro nell’organizzazione aziendale, modalità di accesso e presa in carico, composizione équipe multidisciplinare, attività e protocolli, collegamento con la rete dei servizi, ecc), per arrivare alla stesura di un modello condiviso da diffondere a livello regionale.

Assistenza residenziale

Monitoraggio della qualità dell’assistenza sanitaria nelle strutture residenziali protette per anziani, sulla base degli indirizzi scaturiti dal programma “Mattoni del Servizio sanitario nazionale”. In specifico sarà possibile disporre di dati per la rivalutazione periodica socio-sanitaria dell’assistito, dalla quale estrarre indicatori per impostare un sistema controllo della qualità dell’assistenza. Su questo tema si ipotizza di realizzare uno studio pilota con un campione di strutture residenziali che abbiano già implementato il flusso FAR.

Assistenza domiciliare

Lo studio sulle modalità di adozione della nuove forma di programmazione dell’assistenza domiciliare (Piano individualizzato di vita e di cura - PIVC), effettuato nel 2009, ha evidenziato l’importanza del sistema di valutazione degli interventi sul paziente. L’assistente sociale ha la necessità di nuovi strumenti di programmazione assistenziale e di valutazione dei risultati programmati, per esercitare la sua funzione di responsabile del caso nei confronti di tutti gli operatori coinvolti (operatori di base, infermieri o altro) e del caregiver principale, soprattutto quando l’intervento preveda il tutoraggio e il sostegno al familiare e/o all’assistente familiare. Si prevede di approfondire questo tema nei Distretti già coinvolti, per mettere a punto e sperimentare questi nuovi strumenti di valutazione, nel corso del 2010.

L’Area garantirà la collaborazione con le Aziende USL dell’Area vasta Nord, collaborazione che svilupperà un progetto di ricerca con i Fondi di modernizzazione per la definizione di modelli operativi di riferimento, per la rete integrata di servizi fra tutte le Aziende di questa Area vasta.

Fragilità

Si intende iniziare la rilevazione degli indicatori della condizione di fragilità utilizzati dalla diverse Aziende USL per intervenire preventivamente e tempestivamente nei casi a rischio. La ricerca si concluderà nel 2010 e si accompagnerà alla costituzione di un coordinamento delle AUSL per promuovere l’integrazione tra i diversi sistemi.

Se ammessa a finanziamento dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, verrà attivata una ricerca, in collaborazione con l’UO Geriatria del Dipartimento Medicina interna, dell´invecchiamento e malattie nefrologiche dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna e l’ASP Giovanni XXIII, che ha l’obiettivo di sperimentare una metodologia di pre-abilitazione dell’anziano ricoverato in ospedale, con l’ausilio di assistenti familiari.


a cura di: Agenzia sanitaria e sociale regionale
e-mail: asrdirgen@regione.emilia-romagna.it
aggiornamento: 07 settembre 2011

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