Home > Governo clinico > Umanizzazione in terapia intensiva
Attività 2007-2009
Il gruppo di lavoro nel 2007-2009 ha condotto le seguenti attività:
- revisione della letteratura per valutare le equivalenti esperienze in ambito nazionale e internazionale
- messa a punto di un questionario atto a rilevare e analizzare le modalità clinico-organizzative di assistenza in essere nelle terapie intensive (TI) regionali e sua somministrazione con intervista strutturata ai coordinatori infermieristici di tutte le TI (cod.49) della Regione nel 2007
- analisi statistica dei dati raccolti e valutazione delle peculiarità di ciascuna tipologia di TI: tutte le TI regionali sono risultate organizzate secondo il modello chiuso.
- formazione sui rischi infettivi: l’area Rischio infettivo dell’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale ha condotto (dopo aver elaborato un documento-guida condiviso delle buone pratiche basate sull’EBM, EBN)seminari formativi itineranti “Le buone pratiche infermieristiche per il controllo delle infezioni nelle Unità di terapia intensiva” rivolti ai professionisti delle TI di tutte le Aziende della Regione. In tale contesto sono stati sviluppati i temi relativi alla vestizione dei visitatori e all’igiene delle mani
- identificazione di 10 TI rappresentative delle diverse realtà assistenziali regionali e disponibili alla sperimentazione di un approccio “aperto”
- valutazione, con gli appropriati approcci metodologici, di aspettative preferenze bisogni dei professionisti:
- messa a punto di un questionario atto ad indagare orientamenti ed opinioni del personale operante in TI in tema di visita ai pazienti e sua distribuzione nel 2008 in tutte le TI (cod 49) della Regione con almeno 4 posti letto. La percentuale di risposta, al primo invio, è risultata del 67 %, (1187 su 1812 professionisti)
- valutazione delle opinioni espresse dagli operatori e loro rappresentazione sintetica mediante analisi fattoriale, con lo scopo di classificare i giudizi in base ll’individuazione di relazioni tra gruppi specifici di risposte.
- dall’analisi è emerso come il personale riconosca un effetto positivo delle visite dei parenti ai pazienti, ma come allo stesso tempo sia tendenzialmente contrario all’ aprire le porte delle TI.
- progettazione e conduzione, da parte degli psicologi del gruppo di lavoro, di focus group in 10 TI, che hanno confermato gli orientamenti emersi dai questionari e messo in luce le ragioni delle criticità/perplessità dei professionisti
- istruzione operativa per l’accesso dei visitatori e informativa sull’igiene delle mani e sua applicazione nelle 10 TI sperimentanti
- implementazione progressiva di un modello clinico-organizzativo “aperto” nelle 10 TI
- relativamente all’identificazione di modalità assistenziali finalizzate a minimizzare il rischio di disturbi psicologici e comportamentali, sono state condotte valutazioni ed analisi sul delirium post-operatorio nel paziente anziano
- convegno per sensibilizzare i professionisti sulla tematica umanizzazione delle cure in area critica, illustrare gli obiettivi del progetto e diffondere i risultati delle indagini condotte
- valutazione dell’adesione delle Aziende sanitarie al modello clinico-organizzativo “aperto”: dal confronto delle informazioni (2007-2009) è emersa nelle TI regionali una tendenza diffusa all’apertura, concretizzata con l’abbandono di dispositivi di barriera (cuffia, soprascarpe, camice, maschera, guanti) e con l’allargamento delle fasce orarie di accesso al reparto.
a cura di: Agenzia sanitaria e sociale regionale
e-mail: asrdirgen@regione.emilia-romagna.it
aggiornamento: 07 settembre 2011