La letteratura presente sul tema della valutazione dell’accreditamento non presenta uniformità nei risultati ottenuti, anche in relazione al fatto che le ricerche studiano aspetti diversificati e non sempre confrontabili. Complessivamente emerge il richiamo a considerare l’accreditamento come fenomeno complesso e pertanto viene prospettata la necessità di predisporre approcci di analisi multidimensionali e multi-metodo. La prospettiva teorica che si è deciso di assumere per valutare l’impatto del processo di accreditamento è quella derivante dal costruttivismo che, applicato ai contesti organizzativi, significa focalizzarsi sui processi di trasformazione, ovvero sulle dinamiche di interazione tra gli attori organizzativi (professionisti, amministratori, valutatori, …) e gli “oggetti” presenti (check list e requisiti, …) che trasformano le tecnologie in “tecnologie in uso”: la tecnologia cessa di essere un semplice strumento asettico e diventa una tecnologia in uso, ovvero si trasforma e a sua volta trasforma il contesto in cui si cala.
Nel modello di analisi adottato in questa ricerca, si è cercato di privilegiare una chiave di lettura che ponga in evidenza il processo di trasformazione della “tecnologia accreditamento”, per mettere in luce se e in che termini è concepito e vissuto dagli attori organizzativi. Si prospetta che l’accreditamento venga assunto come momento di apprendimento organizzativo e quindi come processo generatore di mutamenti, e non come semplice verifica di specifici requisiti. Si presuppone quindi che non vi sia tanto una corretta e neutra applicazione dello strumento (la check list o la visita di verifica), bensì la capacità degli attori organizzativi di condividerne il significato e di saperlo tradurre in pratica, ovvero di trasformarlo in un sapere negoziato, verificato e appreso collettivamente. Pertanto ci si propone non tanto di verificare se e in che misura l’accreditamento abbia migliorato o meno la qualità dei servizi, ma di cercare di capire se e come sia diventato “pratica d’uso”, ovvero se questo processo abbia introdotto elementi evolutivi e innovativi all’interno delle organizzazioni sanitarie che lo hanno intrapreso.
Alla luce dello studio pilota già condotto presso la struttura ospedaliera del Delta (Azienda USL di Ferrara) si è deciso il proseguimento del progetto mantenendo lo stesso impianto metodologico. La ricerca è articolata in due sotto-progetti che proseguiranno nel
a cura di: Agenzia sanitaria e sociale regionale
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aggiornamento: 07 settembre 2011